Che cos’è il coaching basato sull’intelligenza artificiale e funziona davvero?
Il coaching basato sull’intelligenza artificiale (IA) si riferisce al supporto allo sviluppo fornito tramite un chatbot o una piattaforma basata sull’IA, in sostituzione o in affiancamento a un coach umano, e in genere aiuta una persona a fissare obiettivi, riflettere sui progressi compiuti e mantenere l’impegno nel tempo. Le prove relative alla sua efficacia sono ancora in fase di sviluppo. Uno studio preliminare ha rilevato che l’IA poteva eguagliare il coaching umano nel raggiungimento degli obiettivi in un contesto ristretto, mentre il primo studio comparativo diretto ha dimostrato che il coaching umano ha ottenuto risultati nettamente superiori. Nel loro insieme, le ricerche indicano che il coaching basato sull’intelligenza artificiale apporta un valore aggiunto concreto in un ruolo di supporto specifico, non come sostituto di un coach umano qualificato.
Cosa ha effettivamente rilevato la ricerca
Terblanche, Molyn, de Haan e Nilsson (2022) hanno condotto due studi clinici randomizzati controllati longitudinali, distinti ma equivalenti, nell’arco di dieci mesi. Uno ha messo a confronto il coaching umano con un gruppo di controllo, mentre l’altro ha confrontato un coach basato su un chatbot con intelligenza artificiale con un gruppo di controllo. Entrambe le modalità hanno prodotto aumenti significativi nel raggiungimento degli obiettivi rispetto ai rispettivi gruppi di controllo e, confrontando i risultati dei due studi, il coach basato sull’intelligenza artificiale ha eguagliato i risultati ottenuti dagli esseri umani in termini di raggiungimento degli obiettivi.
I ricercatori hanno attribuito questo risultato al fatto che il coach basato sull’intelligenza artificiale si atteneva in modo rigoroso e coerente alla teoria del raggiungimento degli obiettivi e a una metodologia strutturata, il che sembrava compensare la sua mancanza di intelligenza emotiva rispetto a un coach umano esperto. È tuttavia opportuno precisare due aspetti. Si è trattato di un confronto tra due studi distinti piuttosto che di un test diretto, e l’effetto era specifico al raggiungimento strutturato degli obiettivi piuttosto che ai risultati del coaching in senso più ampio.
Uno studio più recente ha sottoposto la questione a una verifica diretta, ottenendo un risultato diverso. de Haan, Terblanche e Nowack (2026) hanno condotto uno studio randomizzato controllato a tre bracci su 114 dirigenti senior, confrontando per la prima volta in modo diretto il coaching umano, il coaching tramite chatbot basato sull’intelligenza artificiale e un gruppo di controllo. Il coaching umano ha prodotto miglioramenti significativi nel raggiungimento degli obiettivi, nella riduzione dello stress e nell’efficacia del coaching, mentre il coaching tramite IA non ha mostrato alcun miglioramento significativo rispetto al gruppo di controllo per quanto riguarda gli esiti primari.
Spiccano altri due risultati. Il tasso di abbandono nel gruppo con l’IA era di gran lunga superiore rispetto a quello del gruppo con il coach umano, e diversi partecipanti hanno chiesto di passare a un coach umano a corso già iniziato. Gli autori sottolineano che i loro risultati non confermano quanto emerso in precedenza nel 2022 e indicano il rapporto di coaching, ovvero il dialogo e l’interazione tra coach e coachee, come l’aspetto che l’IA ha faticato a riprodurre.
Dove risiede realmente il punto di forza dell’AI Coaching
Il dottor Luke Treglown, direttore del reparto Ricerca e Sviluppo in materia di IA e valutazione presso Deeper Signals, interpreta questo risultato in modo da chiarire cosa significhi e cosa non significhi. Il punto di forza principale del coaching basato sull’IA non è quello di superare le capacità di un coach umano esperto, bensì di risolvere un vero e proprio problema di scalabilità che il coaching umano, per sua natura, non è in grado di risolvere da solo.
Il coaching umano è limitato nel tempo, relativamente costoso, intermittente e subordinato alla programmazione degli appuntamenti. Il coaching basato sull’intelligenza artificiale può essere sempre disponibile, continuo, a basso costo su larga scala e integrato direttamente nel flusso di lavoro quotidiano di una persona. Ciò lo rende particolarmente adatto al meccanismo specifico che Terblanche et al. (2022) hanno ritenuto efficace: controlli regolari, rafforzamento costante degli obiettivi e responsabilità strutturata su un periodo prolungato, che è esattamente il tipo di coinvolgimento costante e strutturato offerto dal loro coach basato sull’IA.
Nei casi in cui le prove siano più limitate
Il dottor Treglown è anche sincero riguardo ai punti in cui la base empirica del coaching basato sull’IA risulta più carente. I sistemi di IA possono tendere per impostazione predefinita a fornire risposte eccessivamente incentrate sulla soluzione, anziché accompagnare le emozioni difficili o facilitare quel tipo di esplorazione più profonda per cui un coach umano esperto sa quando è il momento di rallentare. Potrebbero non allinearsi sempre in modo chiaro con i modelli terapeutici o di coaching basati sulle migliori pratiche, che dipendono dalle sfumature relazionali piuttosto che da una coerenza strutturata.
In sintesi, si può affermare che le prove a sostegno del coaching basato sull’intelligenza artificiale sono più solide per quanto riguarda i risultati strutturati e orientati agli obiettivi, mentre risultano meno consistenti per quanto riguarda le dimensioni relazionali ed emotive più profonde del coaching.
I dati di valutazione rendono il coaching basato sull'intelligenza artificiale più personalizzato
Il coaching basato sull’intelligenza artificiale diventa notevolmente più utile quando viene abbinato ai dati di valutazione esistenti, anziché funzionare come un semplice chatbot generico. L’intelligenza artificiale è in grado di tradurre i risultati delle valutazioni di una persona in obiettivi di sviluppo specifici, allineare tali obiettivi alle aspirazioni professionali dichiarate, generare un piano di coaching strutturato a partire da tale combinazione e adattare il piano nel tempo man mano che la persona compie progressi o le sue circostanze cambiano. Ciò crea un’esperienza di sviluppo che risponde alle esigenze dell’individuo, anziché fornire a tutti la stessa guida generica.
Il modello misto: dove le persone e l’intelligenza artificiale apportano il massimo valore
I dati indicano un modello misto piuttosto che una scelta tra coaching umano e coaching basato sull’intelligenza artificiale. Gli esseri umani sono nella posizione migliore per definire ciò che conta davvero per una persona, stabilire obiettivi e una direzione significativi, costruire la fiducia che rende possibile il coaching e gestire conversazioni emotive davvero complesse. L’intelligenza artificiale è nella posizione migliore per mantenere il ritmo e la coerenza tra questi punti di contatto umani, garantire una responsabilità continua e rendere il coaching accessibile e costante in un modo che le sessioni umane programmate non possono eguagliare da sole.
In pratica, ciò significa che gli esseri umani dovrebbero assumere un ruolo guida all’inizio di un percorso di coaching, costruendo fiducia e definendo obiettivi e significato, mentre l’IA supporta la fase centrale del percorso attraverso aggiornamenti, stimoli, spunti di riflessione e una responsabilità costante. Un ulteriore vantaggio specifico dell’IA in questo ambito è che alcune persone si sentono più a loro agio nel porre una domanda ingenua o nell’ammettere un’incertezza a un sistema di IA piuttosto che a un coach umano, il che può incoraggiare un coinvolgimento più frequente e più sincero, in particolare nelle conversazioni di sviluppo nelle fasi iniziali o con una posta in gioco minore.
Come Deeper Signals affronta la questione
In Deeper Signals, Dynamo e Sola riflettono direttamente questo modello misto. DynaMo è uno strumento di sviluppo digitale basato sulla scienza del Core Drivers Diagnostic, che propone obiettivi personalizzati e attività settimanali basate sul profilo di valutazione effettivo di una persona piuttosto che su contenuti generici, e rafforza i progressi in modo coerente nel tempo esattamente nel modo in cui la ricerca suggerisce che il coaching basato sull’intelligenza artificiale dia i migliori risultati. Sola integra questo approccio offrendo alle persone un modo sempre disponibile per porre domande sui propri risultati e ottenere una guida contestualizzata basata sui dati effettivi della valutazione, estendendo il supporto anche ai momenti che intercorrono tra i punti di contatto formali del coaching.
Per quanto riguarda l’aspetto più profondo e relazionale del coaching, Deeper Signals offre il Core Coaching, che abbina i risultati della valutazione di ciascun partecipante a un coach umano certificato che elabora un piano di sviluppo su misura per la sua specifica fase di transizione. Ciò riflette il modello misto sostenuto da questa ricerca: i coach umani guidano il processo in termini di fiducia, orientamento e conversazioni complesse, mentre gli strumenti di IA come DynaMo e Sola mantengono il ritmo costante, la responsabilità e l’accessibilità che rendono lo sviluppo duraturo tra una sessione e l’altra.
Domande frequenti
Esistono prove concrete dell’efficacia del coaching basato sull’intelligenza artificiale, o si tratta per lo più di speculazioni?
Le prove sono concrete, ma contrastanti. Terblanche et al. (2022) hanno riscontrato che un chatbot di coaching basato sull’intelligenza artificiale poteva eguagliare il coaching umano in termini di raggiungimento degli obiettivi in un contesto ristretto e strutturato. Tuttavia, uno studio sperimentale diretto più recente, condotto da de Haan, Terblanche e Nowack (2026), ha rilevato che il coaching umano ha ottenuto risultati migliori rispetto all’intelligenza artificiale, la quale non è riuscita a superare il gruppo di controllo.
Il coaching basato sull’intelligenza artificiale funziona bene quanto quello umano in ogni ambito?
No. Le prove più solide a favore del coaching basato sull’intelligenza artificiale riguardano risultati strutturati e orientati agli obiettivi, come il raggiungimento degli stessi. Le prove sono invece meno solide per quanto riguarda le dimensioni relazionali ed emotive più profonde del coaching, dove il giudizio di un coach umano esperto su quando stimolare, rallentare o accompagnare il cliente nell’affrontare emozioni difficili rimane più difficile da replicare.
Il coaching basato sull'intelligenza artificiale può essere personalizzato o si tratta di consigli generici?
Il coaching basato sull'intelligenza artificiale diventa significativamente più personalizzato quando viene abbinato ai dati effettivi della valutazione individuale. Ciò consente all'intelligenza artificiale di generare obiettivi di sviluppo e piani di coaching su misura per il profilo specifico e le aspirazioni di quella persona, anziché fornire indicazioni generiche e valide per tutti.
Le organizzazioni dovrebbero sostituire i coach umani con il coaching basato sull’intelligenza artificiale?
I dati disponibili non supportano una sostituzione totale. Essi sostengono invece un modello misto, in cui i coach umani guidano il processo in termini di fiducia, definizione degli obiettivi e conversazioni emotive complesse, mentre l’intelligenza artificiale garantisce la coerenza, la responsabilità e l’accessibilità costanti che sostengono il progresso tra una sessione e l’altra.
Perché qualcuno potrebbe preferire parlare con un coach basato sull'intelligenza artificiale piuttosto che con uno umano?
Alcune persone si sentono più a loro agio nel porre domande di base o nell'ammettere le proprie incertezze a un sistema di intelligenza artificiale senza temere di essere giudicate, il che può portare a un coinvolgimento più frequente e più sincero, in particolare nelle fasi iniziali di sviluppo o nelle conversazioni di coaching in cui la posta in gioco è minore.
Ultima revisione a cura del dott. Reece Akhtar — giugno 2026
Riferimenti
de Haan, E., Terblanche, N. e Nowack, K. (2026). Confronto randomizzato e controllato sull’efficacia del coaching tramite chatbot umani e basati sull’intelligenza artificiale in relazione al raggiungimento degli obiettivi, al benessere e all’autoefficacia. Human Resource Development International, 29(4), 754–783. https://doi.org/10.1080/13678868.2026.2633990
Terblanche, N., Molyn, J., de Haan, E. e Nilsson, V. O. (2022). Confronto tra l’efficacia dell’intelligenza artificiale e quella del coaching umano nel raggiungimento degli obiettivi. PLOS ONE, 17(6), e0270255. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0270255


